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Frutta e verdura surgelata: stessa qualità del prodotto fresco?

La tecnica della surgelazione ha registrato indubbiamente dei progressi molto importanti dal punto di vista della qualità dei prodotti vegetali conservati. Allo stesso tempo, si è evoluta anche la complessa relazione tra il “prodotto surgelato” e i consumatori italiani. La motivazione principale è stata indubbiamente la possibilità di destagionalizzare molte produzione di breve disponibilità temporale.

 

Inoltre:

1) le continue innovazioni in campo agronomico (con il miglioramento qualitativo/gustativo delle varietà ortofrutticole precoci e tardive) hanno allungato notevolmente il periodo di fruizione del prodotto fresco nazionale.

2) lo sviluppo del commercio internazionale (con la diminuzione dei costi di trasporto e la conseguente maggior disponibilità del prodotto in contro-stagione) ha contribuito anch’esso a mutare le abitudini di consumo ortofrutticolo delle famiglie italiane.

 

È dunque lecito chiedersi quale sia il vissuto in termini di preferenze del rapporto con frutta e verdura surgelata. I dati raccolti mostrano come il gradimento (preferenza “molto” + “abbastanza”) sia notevolmente differenziato per le due categorie. Nel percepito e nel dichiarato, esso è palesemente maggiore per la verdura (52%) rispetto alla frutta (24%).

 

Inoltre, le categorie tendono a differenziarsi anche per area geografica: la preferenza è leggermente maggiore al Nord Italia (rispetto alla media nazionale) per quanto riguarda la verdura surgelata (55%), mentre al Centro-Sud il gradimento medio è superiore per la frutta surgelata (29%), coerentemente con le tradizioni regionali legate al consumo di gelati e sorbetti.

 

 

Tuttavia, occorre tener conto di un aspetto rilevante. Nel caso degli ortaggi, la qualità “oggettiva” (sensibilmente migliorata attraverso la selezione delle varietà e delle materie prime) si accompagna ad un notevole contenuto di servizio che aggiunge un consistente valore al prodotto surgelato.

 

Viceversa, nel caso della frutta (dove un simile valore non può essere aggiunto in quanto consumata tale e quale), il gradimento appare significativamente minore. Ovviamente, non mancano le eccezioni (quali ad esempio i “frutti di bosco”, specialmente alla luce del risparmio di prezzo) … ma la conclusione non cambia.

 

Per ulteriori informazioni: info@amagi.it

 

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