Latti vegetali: esperienze di consumo senza basi conoscitive?

I latti vegetali – presenti sul mercato americano e tedesco già da molti anni – hanno costituito in Italia un’innovazione “latente” per lungo tempo. Essi forniscono, peraltro, un buon esempio della natura caotica (nel senso di “complessa”) con cui la “mondializzazione” della cultura di consumo si diffonde anche nel nostro paese.


In Italia, le loro proprietà sono state recepite anzitutto dal mondo underground del biologico e del vegetarianesimo (e più recentemente dal veganesimo). Valorizzati soprattutto nelle versioni Soia e Riso da grandi aziende Italiane (il latte di mandorla ha altre valenze tradizionali e regionali!), i latti vegetali sono stati recentemente oggetto di lanci ripetuti che, tuttavia, hanno trascurato la preparazione del substrato culturale di massa.


Dato che ognuno dei semi utilizzati e i loro blend hanno valenze salutari diverse, per il successo di linee di prodotto così estese come quelle di Granarolo, Valsoia, Alpro e varie PL occorrerebbe qualcosa di più che non la semplice messa a scaffale: ad esempio, corsi di alimentazione in-store per i clienti, di cui parleremo prossimamente.



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