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L’avversione all’industria e alla tecnologia alimentare

Questo flash tocca uno degli ambiti più evocativi, coinvolgenti e rilevanti dell’odierna cultura alimentare italiana: la tendenza all’esaltazione di una vaga idea del “passato” mitizzato da varie narrazioni. Immemore o inconsapevole dei progressi (enormi) compiuti dalle tecnologie alimentari in termini di qualità, sicurezza, conservazione, il 90% delle famiglie italiane si dichiara molto o abbastanza convinta che l’alimentazione dei loro progenitori fosse più sana, genuina e naturale.

 

Il rapporto delle famiglie italiane con la tecnologia alimentare rimane contraddittorio. Al contrario delle generazioni uscite dalla II Guerra Mondiale, orgogliose ed entusiaste del prodotto industriale simbolo di rinascita e progresso, la maggior parte (67%) di quelle odierne ritiene che esso svilisca la bontà degli alimenti. Tuttavia, a dimostrazione di una ineliminabile irrazionalità nella psicologia dei consumatori, il 45% di coloro che hanno espresso una visione negativa dell’industria alimentare mette in luce una contraddizione: ovvero, in altro contesto e con altre parole, conferisce fiducia nell’apporto qualitativo delle moderne tecnologie.

 

Nel complesso, solo il 12% (= 42% - 67%*45%) delle famiglie crede coerentemente nel ruolo positivo delle moderne tecnologie applicate all’industria alimentare. Da ultimo, è interessante notare che, nonostante la tendenza favorevole ai prodotti freschi, il 63% delle famiglie ritiene che i cibi surgelati non siano di qualità sensibilmente più bassa rispetto ad essi.

 

 

 

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